Non è solo il Paese del formaggio coi buchi, del cioccolato e delle banche. E' anche quello dei Bastian Contrario.
Di chi stiamo parlando l'avete capito, oggi ci spostiamo per un breve viaggetto in Svizzera. Assaggiamo un po' di cioccolato fondente e facciamo una passeggiata in montagna o sui bellissimi laghi. Magari ci viene voglia di leggere qualcosa ed entriamo in una biblioteca.
Fermi tutti! Se volete prendere in prestito un libro scritto da un autore svizzero, qualcuno deve pagare, o almeno è quanto chiede la Allianz fairlesen da qualche mese a questa parte. Gli autori che fanno parte dell'associazione rivendicano un indennizzo per ogni volta che un lettore prende in prestito una loro opera... Volete sapere se sono riusciti ad ottenerlo? La risposta è no. Il comitato della Biblioteca informazione svizzera ha respinto la richiesta (per ora), rimandando la faccenda a settembre.
Questi scrittori si sono accorti che nell'Unione Europea è già in vigore un indennizzo e vorrebbero adeguarsi... Ma perché adeguarsi solo quando c'è da guadagnarci? In Italia non mi risulta che i nostri autori ricevano rimborsi statali. D'altronde le biblioteche italiane sono in piedi per miracolo e molto spesso, soprattutto nei centri più piccoli ma non solo, campano grazie alle preziose ore di volontariato non retribuito e si possono permettere a mala pena qualche novità letteraria nel proprio catalogo. Se dovessero accollarsi altre spese, chiuderebbero i battenti!
Che cosa direste voi a questi signori?
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venerdì 18 luglio 2014
giovedì 8 maggio 2014
Pisa: 480 mila libri prigionieri
Spesso non ci sono fondi per
incrementare il patrimonio librario delle biblioteche sparse sul
territorio italiano. Ma ci sono dei casi in cui questo non è
necessario, perché già esistono realtà storiche che contengono
migliaia di libri e che rappresentano un tesoro per studiosi e per
chiunque voglia usufruirne.
E' quel che succede a Pisa: nella
biblioteca universitaria della Sapienza, sede della facoltà di
Giurisprudenza, c'è una splendida raccolta di libri a disposizione
degli studenti dal lontano 1823. O meglio, c'era: da maggio 2012
questi volumi non sono più consultabili a causa del possibile
(parziale) cedimento strutturale dell'edificio.
In questi anni alcuni addetti passavano
settimanalmente tra gli scaffali per procurare i libri richiesti
dagli studenti, sopperendo in parte alla mancanza, ma negli ultimi
mesi anche questa pratica è stata considerata non sicura, quindi si
è deciso di chiudere 'baracca e burattini'.
È in atto un progetto di spostamento
di una parte dei volumi nella biblioteca del San Matteo, meraviglioso
museo che si trova proprio sulle 'spallette' dell'Arno, ma come ha
giustamente fatto notare la professoressa Frugoni, medievalista
dedita alla causa, NON SI PUÒ frammentare un tale patrimonio in
piccole parti, perdendo l'interezza di una collezione che ha senso
nel restare unita e unica. Entro fine anno si dovrebbe riuscire a
mettere in sicurezza la biblioteca della Sapienza e poi si vedrà.
Conosco la lentezza delle pratiche pisane (e italiane in genere) e mi
sento di dire: speriamo.
Per conoscere la situazione nel
complesso:
lunedì 17 marzo 2014
Sanzioni in biblioteca
Il Sistema Bibliotecatio del Nord Ovest ha finalmente deciso di applicare una tassa sui libri restituiti in ritardo.
Era ora.
A partire da maggio chi restituirà libri con un ritardo SUPERIORE ai 10 giorni incorrerà in una sanzione di UN EURO. Tre euro oltre i venti giorni, dieci euro se si superano altri limiti.
Bene, direi, finalmente. La cosa che mi ha lasciato interdetta è il fatto che l'utenza del Sistema, di cui fanno parte 34 comuni, si è mostrata indignata al punto da organizzare un vero e proprio movimento di protesta con tanto di raccolta firme.
Precisando che prima di applicare queste sanzioni verranno inviati ulteriori sms (tipo ultimatum) per dare l'ennesima possibilità al lettore ritardatario di fare un salto in una qualsiasi biblioteca del Sistema e riportare il dovuto, mi pare davvero assurda una qualunque forma di protesta.
Insomma, hai la possibilità di prendere in prestito dei libri, che non sono tuoi ma di tutti, a determinate condizioni che devi sottoscrivere in sede di iscrizione al Sistema; tra queste condizioni rientra l'obbligo di non tenersi i libri per più di un determinato periodo (30 giorni), in più hai ulteriori 10 giorni di tolleranza perché, si sa, la vita è frenetica e può capitare di avere dei problemi o delle dimenticanze, ma tutto questo non basta.
Ho lavorato in biblioteca per un anno e so che la gente ha sempre tempo di recarvisi per prendere in prestito ma soprattutto per sollecitare i libri prenotati pochissimo tempo prima (dopo essere stati avvertiti che occorrono settimane per quel determinato documento e che in ogni caso verranno avvisati prontamente dell'arrivo via sms o telefonata), ma che raramente rispetta i tempi di consegna, e anzi PRETENDE di tenersi i libri molto più del dovuto.
La motivazione? "Perché non ho finito di leggerlo!".
D'accordo, talvolta è possibile prolungare di un altro mese il prestito comodamente dal proprio pc, ma quando il tempo scade è utile sapere che oltre a te ci sono altri che desiderano leggere quel libro, che magari l'hanno prenotato e che hanno aspettato anche per mesi il loro turno e che al contrario faranno tutto il possibile per rispettare le scadenze.
A volte penso che viviamo in un mondo incivile, dove quello che è al servizio di tutti, è in realtà al nostro unico servizio.
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