sabato 6 giugno 2015

Curarsi con i libri, ma quali?

Leggere sembra una perdita di tempo, ma in realtà è un enorme risparmio, perché ti presenta un ventaglio di fatti ed emozioni che impiegheresti anni o secoli a vivere.

Questa è sicuramente la frase che mi ha colpito di più di questa visione della lettura come terapia.
Sto parlando della School of Life di Londra, una scuola di pensiero che parla, tra le altre cose, di lettura come soluzione ai malanni della vita.

Ho scoperto la sua esistenza leggendo un articolo di Martìn Caparrós su Internazionale, il quale mette al primo posto la problematica esposta dalla stessa School of Life: "Life’s too short for bad books – but with a new book published every 30 seconds, it can be hard to know where to start."

Per i non anglofoni: nel mondo viene pubblicato un libro ogni 30 secondi (sì, avete capito bene), per questo risulta davvero molto difficile distinguere tra buono e robaccia, tra libro che deve essere letto e libro che al massimo possiamo usare come sottovaso.
Pare che loro siano in grado di aiutarci in questa scelta. Come? Non lo ancora ma intendo scoprirlo.

Stay tuned.

domenica 31 maggio 2015

Glose: il Social Ebook del presente

Novità nel mondo della lettura digitale: gli orizzonti si stanno allargando e oltre ai soliti Anobii e Amazon appaiono nuove forme di condivisione letteraria.

Glose (dal latino glossa: nota a margine) è una piattaforma per qualsiasi tipo di device e sistema operativo: smartphone, pc, Kindle, tablet, Android o iOS. Con o senza connessione, se avete precedentemente acquistato il libro che intendete leggere.
Nicolas Princen, il suo fondatore, lo ha creato con l'intento principale di rendere la lettura un momento condiviso, e non solamente personale: su Glose è infatti possibile sottolineare e pubblicare in automatico sul proprio profilo le frasi che troviamo interessanti o che ci colpiscono man mano che la lettura prosegue.

Si possono aggiungere come contatti le persone che già conosciamo o di cui riconosciamo gusti simili ai nostri e sbirciare le loro librerie e le frasi condivise. Un mix tra Anobii e Kindle, dunque, ma con delle potenzialità in più: come sottolinea anche il CEO del Social, su Glose è possibile leggere un estratto di ogni libro presente (ad oggi circa 300.000), per farsi un'idea del contenuto e decidere eventualmente di comprarlo. 

Quando leggi una frase che ti ispira, puoi condividerla non solo sul tuo profilo ma anche sui vari Social, e, cosa interessante, i principali classici della letteratura mondiale sono leggibili gratuitamente.

Mi sono iscritta (a gratis, ovviamente!) per vedere come funziona ed ecco quello che succede appena inserite i vostri dati - o accedete tramite Facebook o Twitter - nel form: vi si presenta una lista di copertine e vi si chiede quali di questi titoli avete letto; poi di aggiungere i vostri amici o invitarli dai Social ai quali siete iscritti; infine appare la vostra home con la libreria appena creata e la sfilza di commenti/condivisioni più recenti della community. Amo in particolare spulciare le frasi preferite e amo condividere le mie!

Una rivoluzione tecnologica? A mio parere non proprio. Ma un passetto in avanti verso la rivoluzione della concezione della lettura, che sta passando da atto totalmente solitario a momento di condivisione e conversazione, allargando il cerchio dei potenziali interessati.
Non so se Glose avrà successo, ma di sicuro ne nasce una riflessione piuttosto interessante...

Ps. Per quanto riguarda i prezzi, il range è davvero vasto: si passa dai pochi dollari di alcuni classici a veri e propri furti di altri: 26 euro per l'e-book di Jane Eyre? Parliamone...

venerdì 24 aprile 2015

Il lettore di etichette e il lettore consapevole

"Per quel che mi riguarda, non vedo perché dovrei starmene seduta in bagno a leggere elenchi di ingredienti quando potrei dare un bacio a chi amo, telefonare a mia nonna, giocare a Scarabeo, perfino imparare complicati ricami all’uncinetto. Ma sarà sicuramente perché non sono una lettrice onnivora e non ambisco a esserlo."

Questa frase è il riassunto di un mio convinto pensiero. E l'ho ritrovata tra le righe di questo interessantissimo articolo di Nadia Terranova dedicato all'importanza di una lettura consapevole e non a casaccio.
Che vuol dire "leggo qualunque cosa"? Del tipo, "'ndo cojo cojo?". Ma anche no,  per favore.

Un po' come dire che non avete gusto, che non avete preferenze. Non sono d'accordo con questo tipo di lettura indiscriminata, saltata fuori in questi giorni in occasione dell'iniziativa #ioleggoperchè, attiva i tutta Italia e finalizzata ad avvicinare alla lettura i non lettori, in particolare i bambini.
Ogni iniziativa che abbia questo scopo va lodata sicuramente, ma non si legge per forza e non si legge quello che scelgono gli altri.... Lo fai finchè sei a scuola, ma poi cosa ti lasciano tutti sti "libri forzati"? Solo la voglia di non prenderne più, di non leggerne altri.

Avvicinare alla lettura è un compito delicato e difficilissimo, saper accalappiare la persona inculcando curiosità e interesse è veramente arduo, anche con i bambini. E dopo, una volta gettato il seme, occorre educare la persona a scegliere con la propria testa e secondo i propri gusti e attitudini, il libro che fa per lui/lei. Con questo non voglio dire che non possiamo spaziare da un genere a un altro, fare tentativi, sperimentare, sorprendersi di un libro inaspettatamente bello, sbagliare e risbagliare, cambiare; penso che tutto questo sia stupendo e sempre frutto di una consapevolezza, ma che alla fine conosciamo noi stessi e di conseguenza quello che solletica il nostro bisogno di benessere letterario.

Cosa pensate di questa iniziativa? Avete regalato libri estranei o partecipato in qualche modo? E che mi dite del lettore onnivoro, leggete di tutto anche voi?

martedì 14 aprile 2015

Questionario Wedding

Mi aiutereste a rispondere a questo sondaggino dedicato ai già sposi e ai futuri sposi? Grazie mille!

Apri il sondaggio

lunedì 13 aprile 2015

Coming soon: l'Antispoiler di Google

Benvenuti nel futuro.

Da qualche giorno gira la notizia che Google ha in serbo un nuovissimo sistema anti-spoiler per libri e film.

Come funziona? A quanto pare sarà un sistema ben concepito, in grado di rilevare il punto in cui il lettore/utente è arrivato a leggere o guardare quella particolare serie televisiva (questo è l'aspetto più sorprendente) e nascondere allo stesso eventuali spoiler presenti sui Social Network, in particolare Facebook e Twitter.

Se anche voi odiate quegli esseri bislacchi che rovinano le attese e i finali dei libri che state leggendo o della vostra serie preferita, sicuramente attiverete questo sistema nel momento in cui sarà disponibile. Nessuno ama rovinarsi la sorpresa, ma la tentazione spesso è più forte di noi e il caro vecchio Google potrebbe dare una mano alla nostra forza di volontà, anche se la motivazione principale non è esattamente questa.

Pensate a quante copie in meno sono state vendute a causa degli spoiler selvaggi. Quante persone hanno rinunciato a comprare un libro o un film perchè tanto hanno già letto il finale? 

Una scelta commerciale quindi, ma di cui potremmo comunque beneficiare tutti.

lunedì 23 febbraio 2015

Lettura Istat: diamo i numeri

L'Alto Adige è la regione che legge di più di Italia, con un bel 54% della popolazione che legge almeno un libro all'anno. Uno su cinque legge almeno un libro al mese! Non male.


Siamo più vicini al resto dell'Europa, sarà l'aria buona che tira in questa regione? In più sono aumentate le richieste di libri per bambini, in particolare nella fascia tra i 4 e gli 8 anni, a sentire i librai della provincia di Bolzano.

Sono andata moltissime volte in vacanza in queste zone e devo confermare l'amore per la cultura che hanno i suoi abitanti: i libri rappresentano una presenza fissa, anche negli hotel e nei ristoranti, nonchè gli eventi di lettura animata per i bambini. Avremmo tanto da imparare... Anche le biblioteche sono veramente da lustrarsi gli occhi, fornitissime di libri e riviste per tutti i gusti, disponibili anche per i turisti.

Al secondo e terzo posto troviamo Friuli e Trentino, secondo la fotografia dell'Istat (sarà proprio l'aria di montagna?).

Se volete fare un giro tra le statistiche (non solo letterarie) italiane del 2013, le più recenti che abbiamo, potete approfondire l'argomento qui.

lunedì 16 febbraio 2015

Il buio oltre la siepe: sequel o prequel? (O fregatura?)

La notizia ha ormai fatto il giro del mondo: Harper Lee, celebre autrice de Il buio oltre la siepe, uscirà con un nuovo romanzo il prossimo luglio.

E che c'è di strano?
Potete fare questa domanda solo se non siete al corrente della sua vita: 55 anni di silenzio di tomba, durante i quali nessun libro è mai più stato pubblicato con il suo nome.
Harper Lee ha sempre detto di non desiderare altre pubblicazioni, ma adesso, alla veneranda età di 89 anni, se ne esce con un inversione pazzesca e un nuovo titolo.

"Nuovo" non è la parola corretta, si tratta in realtà del primissimo libro scritto da lei, prima ancora del Buio. Praticamente era questo il manoscritto che mezzo secolo fa la ragazza aveva presentato all'editore, il quale le aveva consigliato di riscrivere il tutto dal punto di vista di una Scout bambina e non già adulta, ritenendo che il risultato sarebbe stato più interessante. E aveva ragione, perdiana.

Questo nuovo romanzo dal titolo Go set a watchman nasce proprio dall'idea primordiale dell'autrice e parla di una Jean Louise adulta, 20 anni dopo gli eventi che abbiamo conosciuto nel Buio. Siamo sempre in America, nella inesistente cittadina di Maycomb (inventata per l'occasione, ma non per questo meno rivelatrice della condizione delle discriminazioni razziali di quegli anni), in Alabama, e ancora una volta si parlerà di Atticus e della situazione sociale in America.

Le critiche mosse sono già tantissime, ci si chiede se sia un caso che dopo la totale perdita di udito e vista da parte di Harper Lee, questa abbia concesso la propria firma ad una casa editrice per la pubblicazione di un libro rimasto in un cassetto per 55 anni, e se questo sia da ritenere autentico.

Eh già, i forse sono tanti e spingono con forza. Ma spinge di più la curiosità per una penna prolifica (anche se in un solo romanzo) ed eccezionale, che ha dato alla luce uno dei libri - e dei film, non dimentichiamolo - più fantastici che abbiano mai toccato gli scaffali di una libreria. Nella mia Top 5 da sempre.
Riconosceremmo lo stile dell'autrice? Sarà corretto prendere in mano un'opera che la sua autrice forse non avrebbe mai voluto far conoscere?

Quanto è difficile resistere. 
Chi scommette su un altro Pulitzer?