È da un po' che non scrivo su questo blog, forse perchè gli avvenimenti della vita mi hanno un po' "trasportato".
La voglia di leggere è qualcosa di sorprendente, non si comporta come ci aspetteremmo; ci sono persone che mi chiedono "ma come, tu non sei quella che ama leggere?". Certo, io amo molto leggere ma non sempre amo leggere quello che ho davanti o sono dell'umore per affrontare un nuovo libro. Mi sono resa conto che per farlo occorre una certa dose di fiducia: fiducia nella trama, nella capacità dell'autore di coinvolgere, di sentirsi immersi nelle pagine. La voglia di non rimanere delusi è qualcosa di molto forte, troppo forte in alcuni casi, da lì anche la voglia di scrivere. Io scrivo principalmente per me stessa, perchè amo farlo. Per lavoro invece lo faccio destinando le mie parole ad altri, che non so chi siano. Ho ripreso un nuovo libro in mano in questi giorni (no, non significa che non leggo da luglio, altrmimenti sarei morta), ma mi rendo conto che è molto difficile riprendere dopo un periodo morto, mi rendo conto che questa fiducia era venuta meno a causa di tutto, della mia vita e degli avvenimenti che stanno accadendo nel mondo in questo periodo.
E, per contro, proprio nel momento peggiore in cui penso che non ci sia più speranza, i libri mi vengono incontro con un mondo alternativo, mi lanciano una scialuppa, una fune a cui aggrapparmi per essere portata via, per essere salvata.
Sono sempre lì e mi guardano pazienti, aspettando che io dia loro una possibilità.
Quanto è bello leggere.
martedì 24 novembre 2015
Back with a Book
È da un po' che non scrivo su questo blog, forse perchè gli avvenimenti della vita mi hanno un po' "trasportato".
La voglia di leggere è qualcosa di sorprendente, non si comporta come ci aspetteremmo; ci sono persone che mi chiedono "ma come, tu non sei quella che ama leggere?". Certo, io amo molto leggere ma non sempre amo leggere quello che ho davanti o sono dell'umore per affrontare un nuovo libro. Mi sono resa conto che per farlo occorre una certa dose di fiducia: fiducia nella trama, nella capacità dell'autore di coinvolgere, di sentirsi immersi nelle pagine. La voglia di non rimanere delusi è qualcosa di molto forte, troppo forte in alcuni casi, da lì anche la voglia di scrivere. Io scrivo principalmente per me stessa, perchè amo farlo. Per lavoro invece lo faccio destinando le mie parole ad altri, che non so chi siano. Ho ripreso un nuovo libro in mano in questi giorni (no, non significa che non leggo da luglio, altrmimenti sarei morta), ma mi rendo conto che è molto difficile riprendere dopo un periodo morto, mi rendo conto che questa fiducia era venuta meno a causa di tutto, della mia vita e degli avvenimenti che stanno accadendo nel mondo in questo periodo.
E, per contro, proprio nel momento peggiore in cui penso che non ci sia più speranza, i libri mi vengono incontro con un mondo alternativo, mi lanciano una scialuppa, una fune a cui aggrapparmi per essere portata via, per essere salvata.
Sono sempre lì e mi guardano pazienti, aspettando che io dia loro una possibilità.
Quanto è bello leggere.
giovedì 9 luglio 2015
Tra le vite di Londra - Recensione
"Torna" la fantastica Jennifer Worth.
Lo scrivo tra virgolette perchè Mrs Worth non è più tra noi dal 2011 e questi romanzi sono stati scritti anni fa, ma come al solito noi italiani ci arriviamo più tardi e solo recentemente la Sellerio ha avuto la brillante idea di tradurli e pubblicarli.
E per fortuna l'ha fatto.
Dopo Chiamate la levatrice, l'infermiera e ostetrica Jenny ci dà una nuova carrellata di storie e visioni della vita a Londra negli anni Cinquanta, senza omettere però una vista di insieme della storia inglese relativa alla situazione sanitaria e sociale di tutto il secolo.
I personaggi sono reali, vividi e, a tratti, crudi. Talvolta è fastidioso leggere e sentiamo un lieve senso di impotenza e dispiacere per queste vittime della povertà, della guerra, e forse ancor più spesso di un sistema sociale che a partire dal Poor Law Act mette in ginocchio una popolazione già provata, anche se con buoni intenti.
So che presto verrà tradotto anche il terzo capitolo delle vicende di questa brillante infermiera, Farewell to the East End: non vedo l'ora.
Queste quattrocento pagine le ho lette in poche ore perchè l'autrice riesce, con la sua scrittura fluida e leggera, ma ancor più con le sue storie interessanti e reali, a tenermi incollata pagina dopo pagina, storia dopo storia. Ho notato una differenza rispetto al primo romanzo: qui le storie sono più esaustive e le vicende di pochi personaggi sono raccontate nel dettaglio e descrivono un maggior numero di anni... Finito di leggere sarete contenti di essere nati altrove e in un'altra epoca!
Quello che colpisce di più è lo sguardo imparziale di chi racconta, una giovane donna alle prese con gli aspetti più cruenti e impietosi della vita delle persone (nonostante non sia religiosa, le suore con cui vive la aiutano senza prepotenza ad avvicinarsi alla modestia e all'amore incondizionato per il prossimo, insegnandole che non sta a lei giudicare gli altri ma solo comprenderli e servirli); è bello il suo modo di stendere un velo sui giudizi e i pregiudizi, il suo tentativo profondo di capire le persone e di non abbandonarsi al pettegolezzo o alla vergogna... Quanti di noi ci riescono, anche nelle situazioni di tutti i giorni?
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sabato 6 giugno 2015
Curarsi con i libri, ma quali?
Leggere sembra una perdita di tempo, ma in realtà è un enorme risparmio, perché ti presenta un ventaglio di fatti ed emozioni che impiegheresti anni o secoli a vivere.
Questa è sicuramente la frase che mi ha colpito di più di questa visione della lettura come terapia.
Sto parlando della School of Life di Londra, una scuola di pensiero che parla, tra le altre cose, di lettura come soluzione ai malanni della vita.
Ho scoperto la sua esistenza leggendo un articolo di Martìn Caparrós su Internazionale, il quale mette al primo posto la problematica esposta dalla stessa School of Life: "Life’s too short for bad books – but with a new book published every 30 seconds, it can be hard to know where to start."
Per i non anglofoni: nel mondo viene pubblicato un libro ogni 30 secondi (sì, avete capito bene), per questo risulta davvero molto difficile distinguere tra buono e robaccia, tra libro che deve essere letto e libro che al massimo possiamo usare come sottovaso.
Pare che loro siano in grado di aiutarci in questa scelta. Come? Non lo ancora ma intendo scoprirlo.
Stay tuned.
domenica 31 maggio 2015
Glose: il Social Ebook del presente
Novità nel mondo della lettura digitale: gli orizzonti si stanno allargando e oltre ai soliti Anobii e Amazon appaiono nuove forme di condivisione letteraria.
Glose (dal latino glossa: nota a margine) è una piattaforma per qualsiasi tipo di device e sistema operativo: smartphone, pc, Kindle, tablet, Android o iOS. Con o senza connessione, se avete precedentemente acquistato il libro che intendete leggere.
Nicolas Princen, il suo fondatore, lo ha creato con l'intento principale di rendere la lettura un momento condiviso, e non solamente personale: su Glose è infatti possibile sottolineare e pubblicare in automatico sul proprio profilo le frasi che troviamo interessanti o che ci colpiscono man mano che la lettura prosegue.
Glose (dal latino glossa: nota a margine) è una piattaforma per qualsiasi tipo di device e sistema operativo: smartphone, pc, Kindle, tablet, Android o iOS. Con o senza connessione, se avete precedentemente acquistato il libro che intendete leggere.
Nicolas Princen, il suo fondatore, lo ha creato con l'intento principale di rendere la lettura un momento condiviso, e non solamente personale: su Glose è infatti possibile sottolineare e pubblicare in automatico sul proprio profilo le frasi che troviamo interessanti o che ci colpiscono man mano che la lettura prosegue.
Si possono aggiungere come contatti le persone che già conosciamo o di cui riconosciamo gusti simili ai nostri e sbirciare le loro librerie e le frasi condivise. Un mix tra Anobii e Kindle, dunque, ma con delle potenzialità in più: come sottolinea anche il CEO del Social, su Glose è possibile leggere un estratto di ogni libro presente (ad oggi circa 300.000), per farsi un'idea del contenuto e decidere eventualmente di comprarlo.
Quando leggi una frase che ti ispira, puoi condividerla non solo sul tuo profilo ma anche sui vari Social, e, cosa interessante, i principali classici della letteratura mondiale sono leggibili gratuitamente.
Mi sono iscritta (a gratis, ovviamente!) per vedere come funziona ed ecco quello che succede appena inserite i vostri dati - o accedete tramite Facebook o Twitter - nel form: vi si presenta una lista di copertine e vi si chiede quali di questi titoli avete letto; poi di aggiungere i vostri amici o invitarli dai Social ai quali siete iscritti; infine appare la vostra home con la libreria appena creata e la sfilza di commenti/condivisioni più recenti della community. Amo in particolare spulciare le frasi preferite e amo condividere le mie!
Una rivoluzione tecnologica? A mio parere non proprio. Ma un passetto in avanti verso la rivoluzione della concezione della lettura, che sta passando da atto totalmente solitario a momento di condivisione e conversazione, allargando il cerchio dei potenziali interessati.
Non so se Glose avrà successo, ma di sicuro ne nasce una riflessione piuttosto interessante...
Ps. Per quanto riguarda i prezzi, il range è davvero vasto: si passa dai pochi dollari di alcuni classici a veri e propri furti di altri: 26 euro per l'e-book di Jane Eyre? Parliamone...
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venerdì 24 aprile 2015
Il lettore di etichette e il lettore consapevole
"Per quel che mi riguarda, non vedo perché dovrei starmene seduta in bagno a leggere elenchi di ingredienti quando potrei dare un bacio a chi amo, telefonare a mia nonna, giocare a Scarabeo, perfino imparare complicati ricami all’uncinetto. Ma sarà sicuramente perché non sono una lettrice onnivora e non ambisco a esserlo."
Questa frase è il riassunto di un mio convinto pensiero. E l'ho ritrovata tra le righe di questo interessantissimo articolo di Nadia Terranova dedicato all'importanza di una lettura consapevole e non a casaccio.
Che vuol dire "leggo qualunque cosa"? Del tipo, "'ndo cojo cojo?". Ma anche no, per favore.
Un po' come dire che non avete gusto, che non avete preferenze. Non sono d'accordo con questo tipo di lettura indiscriminata, saltata fuori in questi giorni in occasione dell'iniziativa #ioleggoperchè, attiva i tutta Italia e finalizzata ad avvicinare alla lettura i non lettori, in particolare i bambini.
Ogni iniziativa che abbia questo scopo va lodata sicuramente, ma non si legge per forza e non si legge quello che scelgono gli altri.... Lo fai finchè sei a scuola, ma poi cosa ti lasciano tutti sti "libri forzati"? Solo la voglia di non prenderne più, di non leggerne altri.
Avvicinare alla lettura è un compito delicato e difficilissimo, saper accalappiare la persona inculcando curiosità e interesse è veramente arduo, anche con i bambini. E dopo, una volta gettato il seme, occorre educare la persona a scegliere con la propria testa e secondo i propri gusti e attitudini, il libro che fa per lui/lei. Con questo non voglio dire che non possiamo spaziare da un genere a un altro, fare tentativi, sperimentare, sorprendersi di un libro inaspettatamente bello, sbagliare e risbagliare, cambiare; penso che tutto questo sia stupendo e sempre frutto di una consapevolezza, ma che alla fine conosciamo noi stessi e di conseguenza quello che solletica il nostro bisogno di benessere letterario.
Cosa pensate di questa iniziativa? Avete regalato libri estranei o partecipato in qualche modo? E che mi dite del lettore onnivoro, leggete di tutto anche voi?
martedì 14 aprile 2015
Questionario Wedding
Mi aiutereste a rispondere a questo sondaggino dedicato ai già sposi e ai futuri sposi? Grazie mille!
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lunedì 13 aprile 2015
Coming soon: l'Antispoiler di Google
Benvenuti nel futuro.
Da qualche giorno gira la notizia che Google ha in serbo un nuovissimo sistema anti-spoiler per libri e film.
Come funziona? A quanto pare sarà un sistema ben concepito, in grado di rilevare il punto in cui il lettore/utente è arrivato a leggere o guardare quella particolare serie televisiva (questo è l'aspetto più sorprendente) e nascondere allo stesso eventuali spoiler presenti sui Social Network, in particolare Facebook e Twitter.
Se anche voi odiate quegli esseri bislacchi che rovinano le attese e i finali dei libri che state leggendo o della vostra serie preferita, sicuramente attiverete questo sistema nel momento in cui sarà disponibile. Nessuno ama rovinarsi la sorpresa, ma la tentazione spesso è più forte di noi e il caro vecchio Google potrebbe dare una mano alla nostra forza di volontà, anche se la motivazione principale non è esattamente questa.
Pensate a quante copie in meno sono state vendute a causa degli spoiler selvaggi. Quante persone hanno rinunciato a comprare un libro o un film perchè tanto hanno già letto il finale?
Una scelta commerciale quindi, ma di cui potremmo comunque beneficiare tutti.
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